
Conosciuta anticamente come
Caledonia era abitata da popolazioni celtiche (pitti), la lingua gaelica, infatti, è ancora diffusa nella parte settentrione della regione. I romani tentarono la conquista ma furono costretti a ritirarsi dietro il vallo di Adriano. Invasa dagli scoti e cristianizzata da
San Colombano, fu unificata in regno nell'843 da
Kenneth Mac Alpin (rappresentato nell'immagine in alto). Nel X e XII sec. un'altra opera di unificazione fu portata a termine da
Malcolm e Duncan di Scozia.
Edoardo I d'Inghilterra la conquistò nel 1292, suo figlio Edoardo II la perse successivamente.
Dal 1306 al 1371 fu dominata dalla
dinastia dei Bruce, a cui succedette quella degli
Stuart. Nel XVI sec. fu agitata da continue e sfortunate guerre contro l'Inghilterra protestante mentre dall'interno la nobiltà si opponeva a
Giacomo V fedele al cattolicesimo. Erede del trono rimase
Maria Stuarda (Maria Stuart ) che abdicò in favore del figlio
Giacomo VI che divenne re d'Inghilterra nel 1603 con il nome di Giacomo I.
Nel XVI sec. si era imposto il calvinismo organizzatosi nella
Chiesa presbiteriana, che gli scozzesi difesero strenuamente contro l'imposizione dell'anglicanesimo. Le guerre civili e le due rivoluzioni videro un assommarsi di elementi religiosi, nazionalistici e sociali che scossero e attraversarono tutta la società britannica.
Nel 1707 con l'Atto di Unione si formò un unico Stato (
Regno Unito di Gran Bretagna) con l'Inghilterra. Nel maggio 1999 si svolsero le elezioni dei 129 membri parlamentari (di cui circa la metà sono andate al partito laburista; 37 al partito nazionalista scozzese, il resto ai liberal-democratici) che hanno allontanato nel tempo una possibile indipendenza scozzese, ma che hanno comunque avviato il processo autonomistico.
Donald Dewar, già ministro agli affari scozzesi al parlamento nazionale, prese la guida del primo esecutivo autonomo della Scozia.